La bellezza
va condivisa

Una bella rivista mensile di
filosofia, letteratura, arte ed attualità

Sapienza che si accresce è crescere in tormento, viene scritto nel Qoelet. Sapienza che si accresce è crescere in delicatezza è quanto vorremmo dire noi.

In questo numero abbiamo dato spazio agli Autori con i quali ci sentiamo affini e che hanno stimolato alcuni dei nostri eureka!

Molte superfici riflettono eppure il riflettere è un’azione di tutt’altra natura. Forse, mentre si pensa a qualcosa la sua essenza si riflette dentro di noi, e noi questo lo chiamiamo riflessione.

Nell’attesa di un simposio in qualche giardino fiorito o in una balera coi fiocchi, il compleanno lo festeggiamo facendo ciò che sappiamo fare meglio! Sperando di essere all’altezza di questo giorno speciale, vi auguriamo buona lettura!

Vivere sopra – sopravvivere altro non è che il tentativo dell’umano di destreggiarsi nell’etere che per qualcuno è vuoto e per altri è pieno di sostanza.

Tensione è un’emozione duplice e di doppio si parla nel nostro magazine: la trascendenza e l’attaccamento alla terra. Essa è il vibrare di una passione e questa non ha mai un unico volto. 

Un numero per pensare prima del sorgere del sole. Dalle guerre tra particelle elementari a quelle contro gli emu, dalle sfide della storia a quelle dell’attualità, senza mai dimenticare che esistiamo anche per capriccio.

Le interpretazioni sono l’unica forma di Verità che ci è data. Lo scopo de La Livella è di collezionarne il maggior numero e, peccando talvolta di apofenia, unirle e cercare o costruire tra esse dei ponti.

La Livella, testarda e piena di luce negli occhi, per il primo numero dell’anno, rimane prossima alle sue promesse di curiosità. E lo fa con Céline, il premio Nobel Prudhomme, la fortunata associazione tra l’Entropia e Borges, il sex role reversal nei pesci ed il dibattito sul Revenge Porn. Ultima, come il dolce, la Filosofia! Che ha sempre e da sempre le proposizioni giuste: “se Dio esiste”…

Evaporate dietro le mascherine, parole incomprensibili; se il modo d’oggi è fatto di ascolto, suggeriamo di avventurarsi in una nuova strada: il sentire. La Livella augura ai lettori tutti di riconoscere che le emozioni dipendono dalla nostra rappresentazione del mondo. Se ancora non si può vivere a pieno, fatevi sognatori sfrenati.
La cultura, raffigurata dalla nostra mela, questo mese è vitrea ed assoggettata ai dettami economici. Intrappolata dai titoli luminosi che ne narrano glorie, è prostituta del tramonto. Alla decadenza della società occidentale occorrono i filosofi, i poeti e gli scienziati tutti. Ed anche quelli de La Livella.
La Discordia è certamente la divinità che imperversa sulla Terra, ma questo pentacolare numero de La Livella vuole mostrare i frammenti di luccicanza che scaturiscono dalle guerre, dalle lotte intestine, dalle stesse nostre discussioni.
Attraverso piccole e grandi storie, rientriamo nel mito accompagnati da Atena, Venere ed Era.

Battiti, quelli che ascolti dal petto di chi ami. Battiti su Rai Radio Tre che ti accompagna la notte in macchina con i fari addosso. Battiti sono le mani flamenche nei tablao sevigliani. Battiti sono le notti di Berlino con i capezzoli turgidi. Battiti siamo noi, più densi e più divertiti.

Questo numero è il tentativo di tenere assieme un mondo capriccioso e nel farlo l’abbiamo scoperto kalos eidos skopein. Tra Platone, la dualità della materia e il pericolo della perdita delle libertà, ci ricordiamo che il viaggio con la mela ci porta ogni tanto ad un nuovo orizzonte: due mele. 

La mela della conoscenza continua a rotolare e, questa volta, è caduta in una singolarità. Dall’eternità di Parmenide alle libertà democratiche di oggi, da l’Havana di Hemingway al mare di Amado, questo numero parla a chi sopra-vive in un mondo in bilico tra la bellezza e la fragilità dell’esistenza.

Un primo numero che ha il sapore dell’indicibile, del bello e della caccia al tesoro. Dal cristianesimo nelle varie arti, alla lettera d’addio ad uno dei personaggi più amati da Adelphi, Guido Ceronetti, alle forze delle mollecole… Questo, altro e qualche leggerezza.

Creato con lievi mani a Venezia.

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