“Si salvi chi può!”. Come affrontare un mondo che cade a pezzi? Imparando dai nostri Maestri e diventando i più feroci Intuitivi della storia contemporanea.
In questo numero che esce tra altissime temperature, grandi domande sul futuro e stelle cadenti proponiamo degli stralci delle parole di coloro i quali ci hanno permesso di costruire un pensiero critico e valutare con cura chi possa diventare un nostro mito.
Nel nostro numero più estivo abbiamo messo tutto il corpo di cui una rivista digitale può vantarsi: troviamo in copertina il reportage sui rifugiati Ukraini, l’interazione tra carbone e cenere per le illustrazioni; e poi le brigantesse del meridione ed il fascino della luce, Hegel per Filosofia e l’Empatia come disciplina scolastica. Questo e molto altro, con la stessa passione di sempre.
La Livella Magazine compie gli anni ed è doveroso un grazie a tutti coloro che da due anni compartecipano alla riuscita mensile di questa piccola ma sostanziosa avventura.
Cercando di imitare la potenza comunicativa sotterranea delle piante e la resilienza che dimostrano di fronte le catastrofi. 
L’arte convoca una pluralità giacché non il guardare o il pensare sono solipsismi: noi guardiamo con gli occhi di tutti coloro che ci hanno influenzato, attraverso la comunità anche atemporale in cui siamo inseriti.
Con l’anima in fondo alla valle abbiamo composto un numero difficile; innumerevoli le difficoltà nello slow journalism quando il linguaggio del presente si colora di ruggine.
Cautela Signore e Signori! Il cervello è furbetto, l’arte non consola, la storia è farfallona e l’attualità fa tremare le ginocchia. Buona lettura dalla redazione.
La Livella Magazine tutta si approccia timida al nuovo anno, in un silenzio prima della battaglia che è il necessario raccoglimento perché la violenza è uno dei modi della natura ma non l’unico.
La Papessa simboleggia l’aspetto segreto di ogni sapere e la dualità che essa rappresenta nei tarocchi è un rimando ai due poli opponenti: l’universo materiale e l’universo spirituale.
La rabbia che sfocia in dubbio, la tristezza che scopre le scale, il disgusto che innamora e la polemica che ride. Lasciandoci aperta la possibilità del bizzarro.

Un numero che vuole iniziare una nuova sfida: fusione! In risposta alle separazioni noi ci sciogliamo in un fraterno abbraccio.

Sapienza che si accresce è crescere in tormento, viene scritto nel Qoelet. Sapienza che si accresce è crescere in delicatezza è quanto vorremmo dire noi.

In questo numero abbiamo dato spazio agli Autori con i quali ci sentiamo affini e che hanno stimolato alcuni dei nostri eureka!

Molte superfici riflettono eppure il riflettere è un’azione di tutt’altra natura. Forse, mentre si pensa a qualcosa la sua essenza si riflette dentro di noi, e noi questo lo chiamiamo riflessione.

Nell’attesa di un simposio in qualche giardino fiorito o in una balera coi fiocchi, il compleanno lo festeggiamo facendo ciò che sappiamo fare meglio! Sperando di essere all’altezza di questo giorno speciale, vi auguriamo buona lettura!

Vivere sopra – sopravvivere altro non è che il tentativo dell’umano di destreggiarsi nell’etere che per qualcuno è vuoto e per altri è pieno di sostanza.

Tensione è un’emozione duplice e di doppio si parla nel nostro magazine: la trascendenza e l’attaccamento alla terra. Essa è il vibrare di una passione e questa non ha mai un unico volto.

Un numero per pensare prima del sorgere del sole. Dalle guerre tra particelle elementari a quelle contro gli emu, dalle sfide della storia a quelle dell’attualità, senza mai dimenticare che esistiamo anche per capriccio.

Le interpretazioni sono l’unica forma di Verità che ci è data. Lo scopo de La Livella è di collezionarne il maggior numero e, peccando talvolta di apofenia, unirle e cercare o costruire tra esse dei ponti.

La Livella, testarda e piena di luce negli occhi, per il primo numero dell’anno, rimane prossima alle sue promesse di curiosità. E lo fa con Céline, il premio Nobel Prudhomme, la fortunata associazione tra l’Entropia e Borges, il sex role reversal nei pesci ed il dibattito sul Revenge Porn. Ultima, come il dolce, la Filosofia! Che ha sempre e da sempre le proposizioni giuste: “se Dio esiste”…

Evaporate dietro le mascherine, parole incomprensibili; se il modo d’oggi è fatto di ascolto, suggeriamo di avventurarsi in una nuova strada: il sentire. La Livella augura ai lettori tutti di riconoscere che le emozioni dipendono dalla nostra rappresentazione del mondo. Se ancora non si può vivere a pieno, fatevi sognatori sfrenati.
La cultura, raffigurata dalla nostra mela, questo mese è vitrea ed assoggettata ai dettami economici. Intrappolata dai titoli luminosi che ne narrano glorie, è prostituta del tramonto. Alla decadenza della società occidentale occorrono i filosofi, i poeti e gli scienziati tutti. Ed anche quelli de La Livella.
La Discordia è certamente la divinità che imperversa sulla Terra, ma questo pentacolare numero de La Livella vuole mostrare i frammenti di luccicanza che scaturiscono dalle guerre, dalle lotte intestine, dalle stesse nostre discussioni.
Attraverso piccole e grandi storie, rientriamo nel mito accompagnati da Atena, Venere ed Era.

Battiti, quelli che ascolti dal petto di chi ami. Battiti su Rai Radio Tre che ti accompagna la notte in macchina con i fari addosso. Battiti sono le mani flamenche nei tablao sevigliani. Battiti sono le notti di Berlino con i capezzoli turgidi. Battiti siamo noi, più densi e più divertiti.

Questo numero è il tentativo di tenere assieme un mondo capriccioso e nel farlo l’abbiamo scoperto kalos eidos skopein. Tra Platone, la dualità della materia e il pericolo della perdita delle libertà, ci ricordiamo che il viaggio con la mela ci porta ogni tanto ad un nuovo orizzonte: due mele. 

La mela della conoscenza continua a rotolare e, questa volta, è caduta in una singolarità. Dall’eternità di Parmenide alle libertà democratiche di oggi, da l’Havana di Hemingway al mare di Amado, questo numero parla a chi sopra-vive in un mondo in bilico tra la bellezza e la fragilità dell’esistenza.

Un primo numero che ha il sapore dell’indicibile, del bello e della caccia al tesoro. Dal cristianesimo nelle varie arti, alla lettera d’addio ad uno dei personaggi più amati da Adelphi, Guido Ceronetti, alle forze delle mollecole… Questo, altro e qualche leggerezza.

Creato con lievi mani a Venezia.

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